Teatro Stabile delle Marche
in collaborazione con Sensi Piceni/Provincia di Ascoli Piceno e Amat
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| ERODIADE |
| di Giovanni Testori |
| interpretato e messo in scena da Iaia Forte |
| aiuto regia Clara Gebbia e Tommaso Ragno |
scena e costumi Stefania Cempini |
allestimento Mauro Marasà |
direttore di produzione Francesca Moretti
ufficio stampa Beatrice Giongo
A colpire Giovanni Testori nella vicenda dell’uccisione di Giovanni Battista, è soprattutto la figura di Erodiade, madre di Salomé. È stata lei stessa a spingere la figlia Salomé tra le braccia di Erode e a chiederle la testa di Giovanni, colpevole di aver rifiutato il suo amore. Completamente identificata nella sua passione impossibile, Erodiade sfida il Dio carnale di Giovanni e cerca la morte in scena. La stesura Testori la scrisse pensandola per Valentina Cortese, che però, non si sentì di portarla in scena. All’inizio degli anni Ottanta, vestì i panni di Erodiade Adriana Innocenti, per la quale l’autore modificò il testo recuperando gli aspetti di carnalità e di visceralità. Il monologo fu nuovamente riscritto poco prima della morte dell’autore e fu incluso, con il titolo di Erodiàs, in Tre Lai, uscito postumo nel 1944. Alla fisicità prorompente di Iaia Forte e alla sua fortissima capacità espressiva spetta ora il compito di fare i conti con quello che Testori definisce un personaggio a metà fra Dio astratto e quello incarnato
www.iaiaforte.it
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